Il viaggio è risultato molto soddisfacente nonostante le variazioni al programma delle visite che in loco sono state motivate dall'esigenza di ottimizzare tempi e spostamenti. L'avere posticipato la visita di Amman al penultimo giorno ha però un po' privato chi già non conosceva i paesi arabi dal subitaneo confronto con quella realtà vivissima che caratterizza i centri urbani e i loro mercati. Il viaggio si è quindi caratterizzato soprattutto per le visite ai grandi siti storici e archeologici, meno per il contatto con la realtà giordana attuale. Nonostante questo le visite programmate sono state tutte effettuate e neppure il Ramadan ha costituito un problema essendo presenti ovunque locali aperti in cui bere e mangiare. Per quel che si è potuto cogliere in pochi giorni, la Giordania sembra un paese tranquillo e le persone sono sempre disponibili e molto aperte. Il caldo secco si sopporta con facilità. A causa probabilmente dei timori per le conseguenze della primavera araba perfino a Petra abbiamo incontrato pochissimi turisti e questo, benché danneggi l'industria turistica locale, per noi è risultato un vantaggio.
Gli alberghi sono tutti buoni e ottima è la guida: oltre ad essere gentile e ben informata parlava un italiano eccellente. L'unica pecca del viaggio è la sua brevità: necessiterebbe almeno un secondo giorno a Petra e la possibilità di dormire una notte nel deserto dove sarebbe anche interessante dedicare più tempo alle incisioni rupestri. La visita ai cosidetti castelli del deserto è invece sufficiente perchè consente di vedere tre tipologie costruttive differenti per funzione e epoca storica. Se posso permettermi qualche consiglio è assolutamente da non perdere la visita alla "piccola Petra" e durante il soggiorno sul Mar Morto è facile andare con un taxi a vedere il parco naturalistico Mujib Nature Reserve. L'interesse del parco (e il divertimento) sta nel risalire a piedi un torrentello, con piccole cascate, che scorre sul fondo di un "canyon" simile per conformazione a quello di Petra (il percorso non è facilissimo, ma vi daranno un giubbotto salvagente e dovete portarvi una custodia ermetica per la macchina fotografica o un sacchetto di plastica da dove estrarla all'occorrenza). Si fa un po' di fatica ma serve a smaltire i cibi buonissimi e particolari consumati nei restanti giorni. Occhio al cambio degli euro (accettati pressoché ovunque) in moneta locale; il cambio non conviene in aeroporto e ancora meno negli alberghi, mentre è corretto negli uffici di cambio presenti in tutte le località turistiche.

Enrico Giannichedda,