Sicilia, Isole Eolie

Sette isole e una miriade di isolotti al centro del Mediterraneo compongono il mosaico delle Eolie, l’arcipelago del vento, lungo rotte che l’uomo incrocia da settemila anni.
Vulcani attivi e antichi crateri, spiagge fossili e sorgenti termali ne narrano l’origine e la storia; sulle loro scogliere volteggiano i falchi della regina, tornati a nidificare ogni estate dopo una lunga migrazione; lungo i pendii e sui terrazzamenti ormai abbandonati la natura regna con una sorprendente varietà di paesaggi, dominati dalle ginestre pioniere sulle sabbie vulcaniche, dai secolari castagni di Monte Fossa delle Felci, dalle coste mediterranee che in primavera si colorano di orchidee selvagge. Per la ricchezza della loro avifauna sono  state riconosciute quale “IMPORTANT BIRD AREA”. Nel 2000 sono state dichiarate dall’Unesco “PATRIMONIO DELL’UMANITÀ ’’
Le Eolie devono il loro nome ad EOLO, Signore dei Venti che qui, secondo Omero, aveva il suo regno. Chi oggi si avvicina non può non essere sopraffatto dalla magnificenza del paesaggio ed essere invogliato ad esplorarlo.
“Isole Vaganti” nel corso dei millenni, le eruzioni le hanno più volte modificate nelle dimensioni e nell’aspetto. Le coste e i fondali sono stupefacenti, ma anche l’interno delle isole è ricco di fascino: imponenti vulcani sempre attivi, bizzarre formazioni rocciose, fitta vegetazione a Salina, villaggi preistorici a Lipari, Panarea e Filicudi.
Isole di vento e di sole, hanno forgiato il carattere e l'identità degli isolani: nonostante le vicissitudini nel corso della storia e i cambiamenti imposti dal mondo moderno, questa identità è sopravvissuta con i suoi costumi e le sue tradizioni.

  • La primavera arriva presto a Filicudi, ed è un’esplosione di fiori e colori. E' bello, in questa stagione, percorrere i tanti antichi sentieri che la attraversano: realizzati nel corso dei secoli, sono un meraviglioso ed imponente esempio del lavoro umano. Ancora oggi Filicudi e’ sentita come isola remota, anche dagli abitanti di Lipari. Ciò che la fa sentire lontana però, non è la distanza ma qualcosa di più profondo: una distanza nel tempo, nel modo di essere dell’isola e della sua gente, è lontananza dal mondo comune. Filicudi non è solo mare: chi vuole veramente godere delle sue peculiarità deve visitarne con calma l’interno con poche case, pochi abitanti (in inverno meno di 500) e scarsamente coltivata. La flora mediterranea è ricca di ginestre, fichi d’india e limoni che le conferiscono un aspetto brullo e selvaggio. Consigliamo di seguire le vecchie ma ancora efficienti mulattiere che, pur meno agevoli, sono certamente più suggestive e regalano paesaggi mozzafiato. Come un balsamo all’arsura vi accoglierà il verde che si addensa sulla sommità del Torrione e della Fossa delle Felci. Il vento poi trova accordi musicali altrove impensabili e fa da colonna sonora allo scorrere delle immagini che la tavolozza della natura ci mette sotto gli occhi come a volerci stupire.
  • Lipari è la piu’ grande e popolosa isola dell’arcipelago. Conosciuta per le sue bellezze naturali e un mare “a 5 stelle” la sua cittadina si estende ai piedi della imponente  rocca del Castello, l’antica acropoli greca, e lungo le insenature, a Nord e a Sud, di Marina Corta e di Marina Lunga. Attraverso numerosi sentieri si possono raggiungere le diverse località dell’isola: sono vecchie mulattiere un tempo utilizzate dagli abitanti per spostarsi da una zona all’altra a piedi o a dorso d’asino; segnalati dalle mappe dell’isola, permettono agli appassionati di trekking di visitare l’interno dell’isola e di cogliere gli scorci panoramici più nascosti osservando la vegetazione mediterranea e le colate di pomice e ossidiana. Le abitazioni si arrampicano fin sotto i bastioni, da piazza Mazzini alla deliziosa Marina Corta, luogo di ritrovo abituale, animato dai sempre affollatissimi ristoranti, bar e gelaterie con i tavolini all’aperto e i coreografici ombrelloni. D'obbligo assaggiare le granite, ma non solo; sono tante le pasticcerie e i panifici con i rinomati dolci tipici: Capperi e Malvasia, ma anche grappa di prugnette liparote, amaro di Vulcano , “sesamini” o biscottini della nonna. Se l’isola è bella di giorno lo è ancor più la notte: da giugno a settembre si susseguono concerti, festival teatrali, rassegne folcloristiche con musica e piatti tipici del’isola.
  • Panarea è l’isola piu’ piccola dell’arcipelago Eoliano; i suoi 280 abitanti vivono in tre contrade: Ditella, San Pietro e Drauto. Gli studiosi ritengono che Panarea, gli scogli e gli isolotti che la circondano siano i resti di un antichissimo vulcano sottomarino, sommerso in parte  dalle acque nei periodi interglaciali. Nella parte attualmente emersa e’ possibile riconoscere un unico strato – vulcano su cui fianchi si sono impiantati numerosi centri eruttivi secondari. Dalla sua origine vulcanica Panarea ha ereditato interessanti manifestazioni endogene post–vulcaniche come le sorgenti termali e le innocue fumarole della Calcara.
  • Salina ha in serbo tante sorprese, tanti doni. Il senso di serenità e bellezza ispirato da quest’isola ha affascinato profondamente anche Massimo Troisi che ha qui girato il suo ultimo film “Il Postino”. Non mondanità e riflettori che si accendono solo quindici giorni all’anno ad uso e consumo di frettolosi turisti, ma isola viva che vede i suoi campi ancora coltivati a incrementare la produzione di malvasia, principalmente prodotto a Salina nonostante si conosca maggiormente come Malvasia di Lipari. I capperi sono un simbolo per le Eolie , ma solo qui  vi sono vaste coltivazioni. Isola viva, ha saputo promuovere e far istituire la riserva naturale che protegge due vulcani spenti e ammantati da una fitta vegetazione: Fossa delle Felci e Monte Porri. L’attuale nome deriva dalla salina, oggi laghetto salmastro, che si protende fino alla vicina costa di Lipari. Il sale qui prodotto era indispensabile per conservare il pesce e i capperi. I principale centri abitati sono Santa Marina , Malfa e Leni. Tre pinacoteche e tre musei, in un’isola cosi’ piccola sorprendono solo chi non conosce la storie e le vicende di Salina. L’intraprendenza e la laboriosità hanno sempre contraddistinto i suoi abitanti. L'isola più verde di tutto l’Arcipelago, è il luogo ideale per gli amanti del trekking e della tranquillità. Una rete stradale collega i tre comuni  all’interno dell’isola, consentendo itinerari suggestivi per i panorami offerti dalla natura. Il giro dell’isola in barca permette di ammirare, oltre alla trasparenza del mare, le incantevoli pareti rocciose lavorate dalla natura, le ridenti spiaggette e i centri abitati, dalle tipiche casetta bianche, adagiati lungo il mare o a mezza costa.
  • Stromboli, la più lontana e la più orientale delle Eolie, dista circa 22 miglia da Lipari. E' l’unico vulcano in Europa e uno dei pochi al mondo in attività eruttiva permanente e di notte i suoi bagliori intermittenti si possono scorgere a grande distanza: per questo motivo l’isola e’ stata definita “Faro del Tirreno”. Nella storia Stromboli è sempre stata guardata con timore, come tutte le isole vulcaniche ritenute intoccabili perché  Sacre. Negli anni ‘50 cominciò a svilupparsi l'attività turistica e molte delle case in stile Eoliano abbandonate ai tempi dell’eruzione del ’30, una volta ristrutturate sono diventate meta di vacanze. A piedi o a bordo delle moto “Ape”, i taxi dell’isola, si possono raggiungere le piccole borgate sparse lungo la costa nord orientale. I più avventurosi non devono perdere l’ascensione al cratere, meglio se accompagnati da una guida locale. All'estremo nord dell’isola appare Sciara del Fuoco, la grande conca nera in cui si riversano da secoli le colate laviche del Vulcano. Da questo punto, di notte, si assiste allo spettacolo dello Stromboli in attività: le colate sembrano torrenti di fuoco mentre le tenebre vengono fugate dai fasci luminosi delle scorie infuocate.
  • Vulcano, l’antica Hierà un tempo dimora del Dio dei venti Eolo, è l’isola più a sud dell’arcipelago e la più vicina alla Sicilia. Dal punto di vista geologico è formata da quattro vulcani: Lentia, Vulcano Piano, Fossa di Vulcano e Vulcanello: l’unico da considerarsi ancora attivo è il Vulcano della Fossa, rimasto in fase fumarolica. Percorrendo verso nord l’istmo di terra che separa il Porto di Levante a quello di Ponente si raggiunge Vulcanello, penisoletta sorta in seguito ad un’eruzione vulcanica sottomarina: la vegetazione è varia; nella parte nord si trova la Valle dei Mostri che prende nome dalle particolari forme della roccia lavica situata in mezzo alla sabbia nera e modellata nel tempo dagli agenti atmosferici. I “mostri” dell’omonima valle hanno l’aspetto di leoni accucciati, grandi orsi eretti e pronti all’attacco, aquile e improponibili dinosauri: grandi rocce vulcaniche che il raffreddamento repentino della lava ha immortalato in spaventose e insolite fogge. Meritano una visita le Terme di Vulcano: “L’Oasi della Salute”, moderna struttura dedicata al benessere, alla cura e al relax e ispirata alla particolare conformazione vulcanica dell’isola, offre la possibilità di curarsi, rimettersi in forma e rilassarsi in un ambiente che porterà ad uno stato di benessere mai sperimentato prima. Nonostante l’intenso odore di zolfo che impregna l’aria e a cui ci si abitua presto, rimanere immersi nell’acqua che ribolle è un’esperienza unica e dà una sensazione di grande benessere. Le calde e lunghe notti estive sull’isola possono essere vivacizzate con una visita alle Cantine Stevenson situate al Porto di Levante, locale raffinato ed elegante che prende il nome dal britannico Stevenson. Il Castello, denso di fascino, regala un pizzico di brivido in più non solo perché ricavato da uno spazio all’aperto in prossimità dei fanghi, ma anche per la sua grande offerta di musica di qualità.

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