Libia

Per chi ama avventurarsi in località ancora poco conosciute, la Libia è una meta particolarmente interessante, che vanta reperti e siti archeologici di inestimabile valore artistico e culturale, a tutt’oggi in gran parte inesplorati. Libia significa anche Sahara: il paesaggio libico è davvero suggestivo, tanto sui litorali selvaggi e incontaminati, quanto nelle regioni più remote del Paese.

 

CAPITALE: Tripoli
POPOLAZIONE: 5.900.754
LINGUA: arabo
RELIGIONE: musulmani sunniti 97,1%; cristiani 1%; altri 2,9%
ETNIA: libici 79%, altri 20%
GOVERNO: repubblica socialista
ORA: da novembre a febbraio    come in Italia; da marzo a ottobre          + 1
CLIMA: Il clima della Libia è fortemente influenzato dal deserto a sud e dal Mediterraneo a nord. Nella regione costiera la temperatura è piuttosto mite. Nelle pianure centrali domina un clima semi-arido, mentre il deserto a sud è soggetto a lunghi periodi di siccità. Sulla fascia costiera, generalmente umida, soffia a volte in primavera e in autunno il ghibli, un vento secco, caldo e carico di sabbia
CORRENTE ELETTRICA: 240 Volts
PREFISSO TELEFONICO: 00218
MONETA: dinaro libico
PRINCIPALI AEROPORTI: Tripoli, Tripoli International Airport
Bengasi, Benina International Airport
PRINCIPALI MANIFESTAZIONI: aprile, Kabaw, Festa del Qasr; 1 settembre, Tripoli, Giornata della Rivoluzione: 26 ottobre in ogni località, Giornata del lutto; ottobre, Ghadames, Festival della raccolta dei datteri; Capodanno, Ghat, Festival tuareg
LINKS UTILI: www.libyan-tourism.org
 
TERRITORIO
La Libia è il quarto paese africano per estensione territoriale ed è divisa in tre regioni principali: la Tripolitania, nella punta nord occidentale, con terre elevate e ripidi pendii; il Fezzan, che si estende a sud della Tripolitania, e la Cirenaica, cioè la parte orientale.

IMPERDIBILE

  • Tripoli, la capitale, è situata nella Tripolitania, sulla costa mediterranea, al margine occidentale di una fertile oasi, ed è il principale centro politico-amministrativo e commerciale del Paese. Dal punto di vista urbanistico è divisa nettamente in due parti: a ridosso del porto e del castello si estende la città vecchia, dalla tipica impronta araba e turca, racchiusa dalle mura, con i bagni turchi e i caratteristici cortili; nelle direzioni sud ed est, invece, si aprono i quartieri moderni, con funzioni amministrative e residenziali. Di origine fenicia, fu chiamata Oea dai Romani, che ne fecero un fiorente centro. Gli arabi vi si insediarono fra il 642 e il 643. L'antico impianto romano giace sotto la città moderna. Il monumento più importante è l'Arco quadrifronte di Marco Aurelio. L’imponente Castello Rosso, costituito da labirinti, cortili, grossi vani e corridoi che si estendono per 13 000 mq, su fondamenta romane, restaurato e ampliato nel XIV e nel XVI secolo, è ora sede del museo archeologico, che raccoglie numerose sculture e i mosaici di Zliten. Del periodo turco, durante il quale sono state edificate numerosissime moschee, notevole è la Moschea dei Caramanli (iniziata nel 1736), con stucchi e maioliche policrome di rivestimento, insieme a quella più antica di en-Naga (fondata nel sec. X e ricostruita nel XVII). Il lungomare, i grossi palazzi dei funzionari, Piazza Verde e le decorazioni sono tutta opera di architetti italiani degli anni Venti. Da non perdere, infine, il mercato Al-Mushir attorniato dalle botteghe dell’oro.
  • Bengasi è la seconda città della Libia, situata nella Cirenaica sulla costa nordorientale del golfo della Gran Sirte, su una piatta sporgenza tra il mare e due lagune litoranee. La città è formata da un antico nucleo arabo, con strade anguste e rettilinee, e da nuovi quartieri sviluppatisi lungo il mare, soprattutto verso nord-est, e lungo le due lagune, le cui rive sono state adeguatamente sistemate. I mercati della città sono ricchi di folclore, in particolare Soul al-Jreed, dove si vende ogni genere di cose e il venerdì si radunano centinaia di persone.
  • Gadames più che una vera cittadina è un’oasi, posta a 350 m presso il confine con la Tunisia e l'Algeria. Irrigata dalla sorgente di Ain el-Fres, è un importante centro carovaniero. Fu nota ai romani, che vi stabilirono un presidio del quale sono visibili i resti. La città vecchia, costruita sotto il livello della strada e composta da case di fango, è stata abbandonata nei primi anni Ottanta e da allora è sotto tutela dell’Unesco. Conserva resti di tombe di epoca tardo-romana, i cui spolia sono reimpiegati in molte delle sue moschee. Intorno alla parte sotterranea si è sviluppata la Gadames moderna, attorniata dal deserto. La bellezza dell’intero insediamento può essere ammirata dalla moschea di D’jmaa al-Kabir.
  • Cirene fu fondata intorno al 631 a.C. da coloni greci provenienti da Thera: gli imponenti resti monumentali testimoniano la sua grande importanza sia in età greca sia in età romana. Della città antica restano, oltre alla cinta delle mura, quattro distinte zone archeologiche monumentali: l'agorà, circondata da portici, cui segue, lungo il decumano, il foro quadrangolare detto Cesareo; la terrazza con la sacra fonte, il Tempio di Apollo, le terme romane e il teatro; il grande Tempio di Zeus Liceo sulla collina orientale; la necropoli con tombe a camera, a forma di tempietti o di mausolei circolari di età greca e romana. Numerose anche le opere d'arte, dai koùroi greci arcaici ai caratteristici busti femminili senza lineamenti del volto, alla testa fidiaca di Zeus, alla famosa Venere di Cirene.
  • Leptis Magna è considerato uno dei più importanti siti archeologici classici del mondo. Fondata dai fenici di Sidone nel VI secolo a.C., entrò presto sotto il dominio dei cartaginesi quale importante emporio commerciale; dopo la seconda guerra punica passò nel dominio di Massinissa e fu successivamente inglobata nella provincia romana d'Africa. La sabbia ha preservato nel tempo gran parte della cittadina di marmo bianco con il Foro Vecchio sistemato da Augusto, il teatro, il mercato e il grandioso Foro Severiano, con il tempio forse dedicato alla gens Septimia e la basilica, splendidamente decorata dalle sculture attribuite alla scuola di Afrodisia. Tra i molti monumenti sono da ricordare anche le terme, gli impianti del porto, l'Arco dei Severi, i numerosi templi, la via colonnata. Ben rappresentata è pure l'architettura paleocristiana, con chiese e battisteri. L’intera area archeologica è stata dichiarata nel 1982 dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità.
  • Sabratah si trova 70 km a ovest di Tripoli, sul Mar Mediterraneo. Nei suoi pressi giacciono le rovine di un'antica città costiera della Tripolitania, già emporio fenicio-cartaginese, che raggiunse grande prosperità nei secoli II-III d.C. e divenne colonia sotto Antonino Pio. Parte della città romana a pianta ortogonale è stata scavata e restaurata, soprattutto dagli italiani. Il foro porticato è circondato dal Capitolium, dal Tempio di Liber Pater, dalla curia e dalla basilica; altri templi al centro di cortili colonnati sono quelli di Antonino e di Iside. In diverse parti della città sono venuti alla luce quattro edifici termali con mosaici. Il teatro (sec. II-III d.C.) è in eccezionale stato di conservazione, con la scena a tre ordini sovrapposti e il pulpito con nicchie decorate a rilievo. Fuori della città è l'anfiteatro. Oltre a numerose case private con pitture e mosaici, sono da ricordare quattro importanti basiliche cristiane, una di esse con bellissimo mosaico giustinianeo nella navata centrale.

FORMALITA’  D’INGRESSO
Ai cittadini di nazionalità italiana viene richiesto un visto d’ingresso ottenibile in Italia; il passaporto deve avere una validità residua di almeno sei mesi e non devono figurare timbri d’entrata in Israele o Territori Palestinesi. Per le formalità riguardanti bambini e cittadini non italiani consultare il sito http://www.poliziadistato.it/pds/cittadino/passaporto/passapor.htm

VIAGGIATORI DISABILI
Pochissimi hotel possiedono qualche camera equipaggiata e, anche in questi casi, mai paragonabile agli standard europei. Non tutti i siti archeologici sono attrezzati per poter accogliere disabili e lo stesso vale per molte aree pubbliche.

SALUTE
Non è richiesta nessuna vaccinazione. Come in ogni viaggio è consigliabile essere in regola con le vaccinazioni antitetanica (per eventuali ferite); non è invece il caso di fare quella anticolerica. Con il caldo è bene bere regolarmente ma solo da bottiglie sigillate; è bene evitare di usare ghiaccio perché può provenire da acqua non pulita. E' consigliabile lavarsi anche i denti con acqua minerale, mangiare cibi appena cucinati, in modo da ridurre il più possibile la contaminazione esterna; evitare la frutta che non può essere sbucciata, le verdure crude, le salse con uova, i gelati e i succhi di frutta freschi, i frutti di mare, i latticini freschi, il latte non bollito o non confezionato, la carne cruda.

CUCINA
I piatti tradizionali della cucina libica non sono numerosi e appartengono tutti alla tradizione culinaria araba, con qualche variante. Il cuscus, qui in una versione particolarmente piccante, è la pietanza principale e viene consumato ogni giorno assieme a carne e verdure. Il peperoncino è la spezia più diffusa e aromatizza, in particolare, gli spiedini di carne (kebab), il pollo arrosto e talvolta il pesce. Altri piatti tipici sono le zuppe di ceci e lenticchie, le frittelle con carne, uova e salsa piccante o, in alternativa, con verdure ripiene, le fettuccine con salsa di ceci e i dolci al miele. La bevanda più diffusa, in mancanza di alcolici assolutamente vietati, è il caffè, servito lungo, ristretto o alla turca a seconda di come è richiesto Il tè è servito in bicchieri ed è molto dolce.

SHOPPING
La capitale è il luogo migliore, quanto a prezzi e offerta, per fare acquisti. I tipici prodotti artigianali sono gli articoli in pelle, i gioielli e gli oggetti in argento e oro, i tappeti e le spezie. Consigliabile aggirarsi unicamente nei suq di Tripoli, Bengasi e Gadames

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