Kenya

CAPITALE: Nairobi
POPOLAZIONE: 31.600.000
LINGUA: swahili (ufficiale), inglese
RELIGIONE: 45% protestante, 33% cattolica, 10% musulmana, 10% animista, riti e credenze indigene, 2% altre religioni
ETNIA: 22% kikuyu, 14% luhya, 13% luo, 11% akamba, 12% kalenjin, 6% guisi, 6% meru, 15% masai, turkana, nandi e altri nomadi, 1% asiatici, europei e arabi
GOVERNO: repubblica presidenziale
ORA: + 3
CLIMA: Le condizioni atmosferiche variano enormemente da una zona all'altra. Il clima della Rift Valley è quello più piacevole, mentre nelle aride brughiere e nelle regioni semidesertiche la temperatura può raggiungere e superare i 40°C di giorno e scendere a 20°C la sera. Le regioni occidentali e la costa sono generalmente calde e umide tutto l'anno.
CORRENTE ELETTRICA: 240 Volts
PREFISSO TELEFONICO: 00254
MONETA: scellino kenyota (KSh) diviso in centesimi
PRINCIPALI AEROPORTI: Jomo Kenyatta International Airport a Nairobi e Moi International Airport a Mombasa
PRINCIPALI MANIFESTAZIONI       
20 ottobre, Kenyatta Day. Si celebra la memoria di Jomo Kenyatta, padre fondatore della nazione e leader saggio e coraggioso che portò i kenyani a lottare contro i colonialisti rendendo il paese libero e indipendente.
12 dicembre, Independence Day
L'evento più spettacolare dell'anno però viene organizzato tra luglio e agosto dalle mandrie di animali selvatici: milioni e milioni di goffe antilopi si spostano in massa dal Serengeti alla ricerca di pascoli più verdi, per poi dirigersi nuovamente verso sud intorno al mese di ottobre.
LINKS UTILI    www.tourism.go.ke; www.magicalkenya.com

TERRITORIO
Situato sulla costa orientale dell'Africa, le sue coste sono lambite dall'Oceano Indiano, mentre all'interno il Lago Vittoria segna il confine con i vicini occidentali. La regione della Rift Valley e degli altopiani centrali, in cui si trovano i paesaggi più spettacolari, costituisce la spina dorsale del paese. I territori più selvaggi, rimasti incontaminati dal mondo moderno si estendono nella vasta e arida regione nordorientale.

IMPERDIBILE

  • Nairobi, la capitale del Kenya, è cosmopolita, vivace, interessante, gode di una piacevole posizione e, in generale, è un buon posto per realizzare piccoli affari. È possibile attraversare il distretto commerciale del centro, da un capo all'altro, in soli 20 minuti; la zona è inoltre ideale per assaporare la moderna vita urbana africana. La fortuna di Nairobi è legata alla linea ferroviaria che unisce Mombasa all'Uganda, la cui costruzione determinò l'espansione dell'antico luogo di approvvigionamento idrico delle tribù masai che si trasformò in una vera e propria città intorno al 1900. Cinque anni dopo, il nuovo centro urbano sostituì Mombasa come capitale del protettorato. Da allora Nairobi non ha smesso di ingrandirsi e oggi, con i suoi 2.411.900 abitanti, è la città più grande dell'Africa subito dopo il Cairo. Come gran parte delle città, anche Nairobi possiede un mercato molto vivace e attive aree commerciali, sobborghi per gli impiegati e per la classe media e immense ville con giardini pensili per i più abbienti. I sobborghi cittadini sono luoghi pieni di energia, aspirazioni e opportunità, dove operai, esausti conducenti di 'matatu' (minibus), disoccupati e gente senza scrupoli si mescolano a turisti squattrinati, prostitute, borseggiatori, liceali, venditori ambulanti di cibo, guardie sonnolente e piccoli spacciatori di merci illecite. Tutti questi personaggi ruotano attorno a River Road, una strada centrale che vale la pena visitare. Sono molto interessanti e facilmente raggiungibili il National Museum, lo Snake Museum e il National Archives, nel quale troverete non solo i soliti, freddi documenti, ma anche dipinti e mostre di artigianato. Nelle immediate vicinanze della metropoli si trova il Nairobi National Park, la più accessibile tra le meraviglie naturali del paese.
  • Mombasa, il più importante porto sulla costa orientale africana (712.600 abitanti), è una città calda, fumosa e ricca di storia, risalente al XII secolo. Da secoli dominio esclusivo dei musulmani, la città venne in passato attaccata dai Portoghesi che, nel 1505, la rasero al suolo. Fu ricostruita in fretta e furia per essere poi nuovamente ridotta a un ammasso di macerie da un governatore di Mombasa, armato fino ai denti, durante la lunga battaglia contro i Portoghesi. Passeggiando per la Città Vecchia, che reca ancora molte testimonianze di questo turbolento periodo, potrete ammirare molti deliziosi balconi e facciate dei negozi in legno decorato. L'attrazione principale della parte vecchia è Fort Jesus, la fortezza che domina l'ingresso al porto: fu costruita dai Portoghesi nel 1593 e cambiò occupanti nove volte tra il 1631 e il 1875. Trasformata oggi in museo, la fortezza presenta un'interessante combinazione di elementi architettonici italiani, portoghesi e arabi. Il nucleo centrale della città si sviluppò sull'Isola Mombasa, collegata alla terraferma tanto a nord quanto a sud. La stazione ferroviaria si trova al centro dell'isola, vicina a numerosi buoni alberghi, ristoranti e luoghi interessanti. Una fascia di bellissime spiagge si estende lungo la costa appena a sud della città.
  • Nella parte settentrionale del Marsabit National Park & Reserve vivono i grandi mammiferi del Kenya: leoni, leopardi, ghepardi, rinoceronti, bufali, facoceri, zebre, giraffe, iene e gazzelle. Dal momento che la regione è ricoperta da una fitta foresta, non ci sono molte possibilità di avvistare gli animali, a meno che non vi si trascorra un po' di tempo, magari campeggiando presso Lake Paradise, un lago vulcanico che fa onore al nome che porta. Si tratta di un luogo incantevole per sperimentare la vita in armonia con la natura; inoltre, pochi altri campeggi del Kenya possono vantare simili paesaggi e una tale tranquillità.
  • Lamu è una fantastica cittadina piena di meraviglie, ammantata da un'atmosfera medievale. Popolata quasi esclusivamente da musulmani, la più antica città abitata del Kenya non ha cambiato di molto l'aspetto e il carattere nel corso dei secoli. In passato florida cittadina portuale, oggi Lamu è un centro fuori mano e autosufficiente, estremamente tranquillo e rilassante. Nessun'altra città swahili, ad eccezione di Zanzibar, è in grado di offrire tanta ricchezza culturale e un tradizionale stile architettonico ancora intatto. Si può avere un eccellente panorama della cultura e della storia della città visitando il Lamu Museum, sul lungomare. Se il museo riuscirà a stuzzicare la curiosità sulla cultura swahili, non ci si può esimere dall'ammirare l'edificio, splendidamente restaurato, che ospita lo Swahili House Museum. Una delle più bizzarre attrazioni di Lamu è il Donkey Sanctuary. È vivamente consigliabile fare un giro in dhow.
  • Il Masai Mara National Reserve (Mara, come lo chiamano i veterani), è il più frequentato parco faunistico del Kenya, ricchissimo di animali selvatici. E' una riserva naturale (dove le tribù Masai hanno il premesso di lavorare la terra e di cacciare) che si estende su una superficie niente affatto piatta di 320 kmq e occupa un'ampia porzione del Serengeti. Molti turisti si avventurano nell'esplorazione di almeno una parte delle vaste praterie, procurando di non occupare la pista battuta della fauna selvatica durante l'annuale migrazione di massa. Al confine occidentale del parco si trova lo spettacolare Esoit Olooloo (Siria) Escarpment, mentre la più alta concentrazione di animali si registra lungo i bordi della riserva. Dovunque sono visibili grandi branchi di leoni e, con un pizzico di fortuna, si può vederli impegnati a cacciare. Nel parco vivono anche numerosi esemplari di elefanti, bufali, zebre e ippopotami. All'interno del Mara sorge anche un villaggio Masai aperto ai turisti.
  • Kakamega Forest Reserve è una splendida area di foreste vergini pluviali, facilmente raggiungibile, nel cuore di un'area agricola intensamente coltivata del Kenya occidentale, in cui vive un'enorme varietà di uccelli e altri animali. La foresta della riserva ospita numerose specie di primati, tra cui la scimmia dalla coda rossa, la scimmia azzurra e il colobo bianco e nero. Il modo migliore per apprezzare la foresta in tutti i suoi splendori è quello di percorrerla a piedi, seguendo uno dei numerosi sentieri che si dipartono dalle stazioni forestali.
  • Situato nei dintorni di Nakuru, circa 200 km a nord-ovest di Nairobi, il sito preistorico di Hyrax Hill venne attentamente studiato per la prima volta nel 1937 da Louis Leakey, che si mise alla ricerca di testimonianze di vita preistorica. Gli scavi, che si protrassero senza interruzioni fino agli anni '80, indicano la presenza di tre insediamenti, il più antico dei quali risale probabilmente a 3000 anni fa e il più recente a 2 o 3 secoli fa. Tra i numerosi oggetti rinvenuti nella necropoli all'interno e nei dintorni della collina si nasconde un vero rompicapo: sei monete indiane, una delle quali risalente a 500 anni fa, e altre due del 1918 e 1919.
  • Disposto su una superficie di 392 kmq, l'Amboseli National Park non è particolarmente esteso, ma rimane pur sempre il parco che offre le migliori occasioni per avvistare il rinoceronte nero, che è a rischio d'estinzione. Nel parco vivono anche enormi branchi di elefanti; certo, vedere un gruppo di pachidermi che si fa strada attraverso le distese erbose con sullo sfondo il Kilimangiaro della Tanzania è un'immagine evocativa e quasi banale dell'Africa, ma costituisce in ogni caso un'esperienza che difficilmente si potrà dimenticare. Gli aerei ultra leggeri sono uno dei mezzi più usati da chi desidera gustare fino in fondo la maestosità di questa spettacolare regione del Kenya meridionale.
  • L'Aberdare National Park, che si compone essenzialmente di brughiere e alte foreste del tavoliere Kinangop, lungo 60 km, spesso non compare negli itinerari organizzati dei safari e ancor meno viene preso in considerazione dai turisti indipendenti. Il parco offre una gran varietà di flora e fauna e un paesaggio che non si trova da nessun'altra parte, eccetto forse sul monte Kenya. Ad Aberdare si trovano anche le eccezionali cascate Gura Falls, alte 300 m, brughiere alpine e qualche sparuto esemplare di leopardo nero, elefante, rinoceronte e bongo (le antilopi dalle corna a spirale).

FORMALITA’  D’INGRESSO
I cittadini italiani possono entrare in Kenya se in possesso di visto d'ingresso, ottenibile al momento dell'arrivo, da apporre sul passaporto che deve avere almeno una pagina bianca e validità residua di almeno sei mesi dal momento dell'arrivo nel paese. Per le formalità riguardanti bambini e cittadini non italiani consultare il sito http://www.poliziadistato.it/pds/cittadino/passaporto/passapor.htm 

VIAGGIATORI DISABILI
Le strutture attrezzate in modo specifico sono pochissime, solitamente le più costose: i viaggiatori con mobilità ridotta dunque incontreranno non poche difficoltà.

SALUTE
Non è richiesta alcuna vaccinazione. Come in ogni viaggio è consigliabile essere in regola con la vaccinazione antitetanica (per eventuali ferite). Con il caldo è bene bere regolarmente secondo le proprie esigenze ed è molto importante bere solo da bottiglie sigillate anche al ristorante, e non bevande troppo fredde che facilmente provocano diarrea; è bene evitare di usare ghiaccio nelle bevande perché può provenire da acqua non pulita. E' consigliabile informarsi sempre se l'acqua dei servizi è potabile, in caso contrario lavarsi anche i denti con acqua minerale.

CUCINA
La cucina del Kenya si compone essenzialmente di pesanti pietanze ripiene con fagioli o salsa di carne. Per la popolazione locale, si tratta di cibo per la pura sopravvivenza: la massima sazietà al minimo costo. Il principale piatto nazionale del Kenya è il famoso 'nyama choma', ovvero carne di capra alla griglia. Nella zona costiera le specialità swahili riflettono i contatti avuti con i mercanti arabi e con altri popoli che commerciavano sulle rotte dell'Oceano Indiano; vengono infatti usate in abbondanza spezie e noci di cocco e i risultati sono di solito eccellenti. I 'sambusa' sono con ogni probabilità lo spuntino più comune: sono frittelle di forma triangolare, fritte e farcite di carne macinata speziata. Su quasi ogni angolo della strada si trova qualcuno che vende pannocchie arrostite sulla brace; un altro snack facile da reperire è la patata dolce fritta, mangiata calda e cosparsa di succo di limone e di un pizzico di peperoncino in polvere.
Gli amanti della birra troveranno di che saziare le loro voglie. I kenyoti amano la loro birra tanto quanto le loro danze; nel paese infatti esiste un importante birrificio. Tra i succhi di frutta il più comune è quello fatto col frutto della passione, sempre fresco e molto buono.

SHOPPING
Si può puntare sull’artigianato locale, frugando tra negozi e mercati e trovando bella bigiotteria, gioielli in pietra dura ma anche oggetti, scatole, maschere di ebano lavorato. Poi ci sono le statuette di pietra saponaria e i batik colorati. Il cotone è di buona qualità e pertanto si possono comprare a buon prezzo camicie, magliette e pantaloni, o semplicemente parei e teli. Senza dimenticare poi l’artigianato di pelletteria e souvenir tipici come i tamburi dei Masai. D’obbligo contrattare i prezzi, tranne che nei grandi magazzini.

ABBIGLIAMENTO
Si consiglia tutto molto sportivo: camicie e magliette di cotone; pantaloni lunghi e corti in cotone; un cappello di tela; un pile ed una giacca a vento per la sera; un costume da bagno; scarponcini; salviette rinfrescanti; burro cacao, crema idratante, crema solare, occhiali da sole, repellente contro gli insetti. 

I commenti sono chiusi