Etiopia

CAPITALE: Addis Abeba
POPOLAZIONE: 74.800.000
LINGUA: amharico, inglese, italiano, somalo
RELIGIONE: musulmani 50%; copti 30%; animisti 12%; altri 8%
ETNIA: 40% oromo; 32% amara e tigrini; 9% sidamo; 6% shankella; 6% somali; 4% afar; 2% guraghe; 1% altri
GOVERNO: repubblica federale
FUSO ORARIO: + 3
CLIMA: benché l'Etiopia sia relativamente vicina all'equatore, l'altopiano centrale ha un clima temperato, con una temperatura media annuale di 16°C. Fa veramente caldo solo a est, verso il Mar Rosso, e a ovest, vicino al Sudan. Il kremt, la principale stagione delle piogge, va da metà giugno a metà settembre, ma possono cadere pioggerelle anche nei mesi di marzo e aprile
CORRENTE ELETTRICA : 220 Volts, 50 Hertz
PREFISSO TELEFONICO: 00251
MONETA: Birr etiope
PRINCIPALI AEROPORTI: Addis Abeba International Airport; Gondar Airport: Lalibela Airport
PRINCIPALI MANIFESTAZIONI       
7 gennaio, Natale ortodosso
19 gennaio, festa di Timkat: i cristiani etiopi celebrano il battesimo di Cristo con una festa che dura tre giorni. I preti rimuovono la simbolica Arca dell'Alleanza da ogni chiesa e la trasportano fino a un vicino laghetto consacrato. Le messe, a cui partecipano moltissimi fedeli, sono accompagnate da picnic in tarda serata.
11 settembre, Enkutatash: il Capodanno etiope  che coincide con la festa di san Giovanni Battista. L'Enkutatash è una festa di primavera; i bambini danzano per le strade distribuendo fiori e dipinti miniaturizzati, si accendono falò, si danza e si balla.
27 settembre, Meskel: si celebra il ritrovamento della croce sulla quale Cristo fu crocifisso. Le piazze della città si riempiono di enormi cumuli di margherite sormontati da croci, che più tardi diventano giganteschi falò.
LINKS UTILI: www.tourismethiopia.org

TERRITORIO
L'Etiopia, priva di sbocchi sul mare, si trova nella parte orientale del continente, il cosiddetto Corno d'Africa: è dominata da un altopiano centrale attraversato da gole profonde, tra cui la grande Rift Valley. Soltanto il 12% circa del territorio etiope - per lo più intorno alle golene del Nilo Blu, nella parte occidentale del paese, e sugli altipiani - è destinato all'agricoltura e gran parte è agricoltura di sussistenza.

IMPERDIBILE

  • Addis Abeba, la capitale etiope è superaffollata. La città è stata fondata solo nel 1887 e prima che nella zona venissero introdotti gli eucalipti venne quasi abbandonata a causa della mancanza di legna da ardere. Si tratta comunque di una città enorme e alquanto caotica, con pochissime indicazioni stradali. Il Museo Etnografico di Addis Abeba vale pienamente il prezzo dell'ingresso. Le parti dedicate all'artigianato locale, alle regioni e alle popolazioni sono un ottimo punto di partenza per iniziare a comprendere la ricca diversità etnica dell'Etiopia. All'interno del museo vi è anche una sorprendente gamma di croci sacre, trittici e affreschi, nonché il bagno e la camera da letto di Hailé Selassiè. Il Museo Nazionale è molto più piccolo, ma ospita i resti fossili di quella che potrebbe essere la nostra più antica antenata: 'Lucy', vissuta 3,5 milioni di anni fa. L'Africa Hall è il quartier generale della commissione economica delle Nazioni Unite per l'Africa e fu concepita come monumento all'indipendenza africana. Le sue enormi e coloratissime vetrate, realizzate dall'artista etiope Afewerk Tekle, raffigurano la storia e la diversità delle popolazioni africane. Altre sue opere sono presenti nella Cattedrale di San Giorgio, costruita nel 1896 per commemorare la vittoria dell'Etiopia sugli invasori italiani. Il mercato di Addis Abeba è uno dei più grandi di tutta l'Africa ed è costituito da una miriade di bancarelle all'aperto che vendono di tutto, dalla verdura ai gioielli in oro.
  • Aksum è la città più sacra dell'Etiopia. Secondo la Chiesa ortodossa, l'originale Arca dell'Alleanza, che contiene i dieci comandamenti, si trova da qualche parte nel terreno della secentesca chiesa di Santa Maria di Sion, ma ovviamente a nessuno è consentito vederla. Aksum è anche il luogo in cui nel IV secolo il cristianesimo fu dichiarato religione di stato. Il museo della chiesa contiene una piccola ma interessante collezione di bibbie, croci e corone. Appena oltrepassato il museo si apre l'antico campo delle steli di Aksum - tutto ciò che rimane del glorioso passato della città. Si tratta di enormi colonne scolpite in singoli blocchi di granito; la più alta delle steli rimaste ad Aksum misura 23 m. Facendo una passeggiata fuori città si incontrano le rovine del palazzo di re Kaleb; risalendo la collina si arriva invece al Monastero di Pentaleon, dove le donne non possono entrare, ma dal quale si gode una vista incantevole. All'esterno della città si trovano anche le rovine del Palazzo di Sheba, ma recenti studi archeologici sostengono che le rovine in questione risalgono a 1300 e non a 2000 anni fa.
  • Bahar Dar si trova sulla costa meridionale del lago Tana, che occupa una superficie di 3600 kmq. Escludendo il vivace mercato del sabato, Bahar Dar non offre un granché, ma nei suoi dintorni vi sono moltissime cose da vedere. Il lago Tana è disseminato di isole, molte delle quali ospitano monasteri. Alcuni di questi monasteri, quasi tutti costruiti prima del XVI secolo, risalgono addirittura all'XI secolo. I monasteri più famosi sono quelli di Kidene Mehret, Kebran Gabriel (dove le donne non possono entrare) e Debre Maryam. Le cascate del Nilo Blu si trovano a circa 45 minuti da Bahar Dar: note in loco come Tis Isat, sono larghe 400 metri e alte 50 metri.
  • I sette laghi della Rift Valley africana si trovano in una vasta e fertile vallata che corre fra Addis Abeba e il confine con il Kenya. Questa è una delle migliori zone dell'Etiopia per quanto riguarda il birdwatching. I laghi Langano, Abiyata e Shala sono probabilmente i più famosi. Il primo è di colore blu, il secondo argento e il terzo marrone. I laghi Abiyata e Shala sono parchi nazionali: il primo è poco profondo ed è popolato da un gran numero di uccelli, il secondo è adagiato sul fondo di un cratere.
  • Circa 750 km a nord di Addis Abeba, Gondar fu la capitale del regno etiope dal 1632, quando fu fondata dall'imperatore Fasiladas, al 1886. La città conserva un complesso architettonico fortificato: castello, chiesa, abbazia e biblioteca.
  • La principale attrattiva di Lalibela sono le sorprendenti chiese del XII secolo, scavate direttamente nella roccia. La città prende il nome da re Lalibela, che visse nel XII secolo e stabilì qui la capitale del suo regno dopo che Dio gli apparve in sogno e gli disse di farlo. Le 11 chiese di roccia vennero tutte costruite nell'arco di un secolo, apparentemente con l'aiuto degli angeli, che durante la notte si improvvisavano scalpellini. Le chiese sono mantenute in vita da preti che custodiscono i loro tesori, costituiti da croci ornamentali, bibbie e manoscritti illustrati.
  • Il Simien Mountains National Park, da cui si godono vedute spettacolari, offre ottime opportunità di praticare il trekking e ospita una grande varietà di specie animali, compresi il babbuino, lo stambecco, la volpe dei Simien e uccelli rapaci come il raro gipeto, un enorme avvoltoio. Il parco è costituito da un massiccio roccioso, attraversato da gole e corsi d'acqua, che digrada fino alle praterie.

FORMALITA’  D’INGRESSO
I cittadini italiani devono essere in possesso di passaporto con validità residua di almeno sei mesi. Il visto è ottenibile in aeroporto all'arrivo con pagamento di 20 euro circa.
Per le formalità riguardanti bambini e cittadini non italiani consultare il sito
 http://www.poliziadistato.it/pds/cittadino/passaporto/passapor.htm 

VIAGGIATORI DISABILI
Alcuni dei principali alberghi sono dotati di strutture per disabili, ma in via generale non è semplice visitare l'Etiopia per chi abbia problemi di mobilità: molte strade sono in cattive condizioni, l'ingresso in molti siti può risultare impossibile a causa di stretti passaggi o scale ripide. Anche i mezzi pubblici sono inaccessibili. E' sempre meglio, pertanto, prendere precedentemente accurate informazioni.

SALUTE
Non sono richieste vaccinazioni. In Etiopia non è sicuro bere l'acqua di rubinetto, per cui è consigliabile consumare solo acqua in bottiglie sigillate oppure bevande calde. Bisogna cercare di mangiare di preferenza cibi caldi e appena cucinati, per ridurre il più possibile la contaminazione esterna; evitare frutta che non può essere sbucciata, verdure crude, salse con uova, gelati e succhi di frutta freschi, frutti di mare, latticini freschi, latte non confezionato,  carne cruda.

IN VALIGIA
Prevedere vestiti estivi ma anche alcuni capi più caldi perché la temperatura cala molto di sera, scarpe comode da levare per entrare nelle chiese, occhiali da sole.
Per rispetto alla cultura musulmana, per le signore è bene evitare abiti molto scollati, shorts e minigonne fuori dalle spiagge.

CUCINA
L'injera costituisce la base della dieta etiope. Questo fenomenale pane gommoso si ottiene dal tef, un tipico cereale etiope. L'altro alimento onnipresente è il wot, la salsa nella quale vengono cucinate la carne e le verdure; ne esistono di due tipi: il kay, piccantissimo, e l'alicha, più dolce. La regione meridionale di Kafa sostiene di essere la madrepatria del caffè, che in Etiopia viene coltivato fin dal 1000 d.C. La tella è una birra di produzione locale ottenuta dalla fermentazione dell'orzo o del mais. Esistono poi il tej, derivato dal miele, e l'arake, un'eccezionale bevanda alcolica a base di frumento.
Non mancate di assaggiare i succhi di frutta: sono presentati in un bicchiere lungo con 3 o 4 strati densi di succo. Si mangiano col cucchiaino spolverato di succo di limone verde.

SHOPPING
L’artigianato locale riserva diversi pezzi interessanti: artigianato del legno, belle stoffe, qualche vestito tradizionale, bigiotteria e qualche oggetto di gioielleria di fattura buona. Interessanti anche i dipinti locali che vengono impressi in vari materiali, dal cuoio al legno alla tela. Nei mercati infine sono sempre presenti bancarelle che vendono un assortimento di spezie varie.

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