Buthan

La varietà geografica del paese è una sorpresa per molti turisti che immaginano la Norvegia come un monolite di ghiaccio. Invece, al sud temperato si trovano campagne ondulate, foreste incantevoli e spiagge soleggiate e spettacolari fiordi occidentali. A Nord del Circolo Polare Artico la popolazione si fa meno numerosa, gli orizzonti si allargano e la temperatura si abbassa. Si passa dagli scogli che toccano il cielo a vaste foreste boreali e a sterili penisole senza neanche un albero. Gli avventurieri possono spingersi più a nord, all'arcipelago Svalbard, dove foche, trichechi e orsi polari prendono il sole sui banchi di ghiaccio. Non sorprende che la Norvegia salvaguardi le sue meraviglie naturali e mantenga una identità indipendente all'interno d'Europa.
 
CAPITALE: Thimphu (capitale estiva) / Punakha (capitale invernale)
 
POPOLAZIONE: 691,141; 50% bhutanesi (Bhotia), il 35% nepalesi e il 15% tibetani, indiani e birmani.
 
LINGUA: Dzongkha
 
RELIGIONE: Drupa Kagyu 75%, induismo 25%
 
GOVERNO: monarchia costituzionale
 
FUSO ORARIO: UTC +6:00; + 5h rispetto l'Italia
 
CLIMA:
Il Bhutan si trova alla stessa latitudine di Miami e del Cairo, ma la diversità d'altitudine del territorio implica una notevole varietà climatica che determina tre grandi zone:

  • tropicale, con giungla, fino a 1700 m;

 

  • temperata, con larghe valli coltivate a terrazza, tra i 1500 e i 3500 m;

 

  • alpina, con le montagne himalayane, tra i 3500 e i 5200 m (nelle cime più alte si trova neve eterna) e con giungla, fino a 1700 m;

con larghe valli coltivate a terrazza, tra i 1500 e i 3500 m. e con le montagne himalayane, tra i 3500 e i 5200 m (nelle cime più alte si trova neve eterna).
La piovosità annua è di 1550-3000 mm.
Le temperature oscillano tra i -6°C e i 17°C di gennaio e i 13°-30° C di luglio.
È possibile identificare quattro stagioni. La primavera è, senza dubbio, il momento migliore per visitare il Bhutan. Il gran freddo che caratterizza i mesi invernali comincia infatti a mitigarsi con i primi di marzo, quasi in coincidenza con il losar, il capodanno bhutanese. Inoltre, in primavera le foreste assumono colori stupendi, andando dal rosso scarlatto all’arancio.
La stagione estiva (giugno-settembre) è il periodo del monsone (che causa tra il 60 e 90% delle precipitazioni annue), con fitte piogge notturne e lunghi periodi asciutti di giorno. Nelle regioni settentrionali ciò comporta la possibilità di frequenti valanghe. Più riparate sono invece le regioni centrali, mentre la zona meridionale è coperta da piogge torrenziali tipiche di tutto il subcontinente indiano. In questo periodo inoltre nuvole basse indugiano sulle colline impedendo di vedere il panorama.
Quando termina il monsone, ha inizio l’autunno, un altro buon periodo per visitare il paese, grazie al clima tiepido e al cielo quasi sempre sgombro da nuvole. La vista delle principali vette dell’Himalaya, di solito, è possibile solo nel periodo che va da ottobre a marzo. Con ottobre e novembre i giorni si fanno sempre più corti e le serate più fresche.
Alla fine di novembre il clima è già invernale: i giorni sono ancora soleggiati, ma di notte la temperatura si abbassa. Durante l’inverno il clima è freddo e nevica nelle regioni più alte, con conseguente chiusura di alcune strade. Nelle pianure meridionali però, soprattutto in quelle a ridosso della frontiera indiana, il clima si mantiene decisamente più temperato e meno rigido.
 
CORRENTE ELETTRICA: 230 volt; è conveniente portarsi dietro una torcia, date le frequenti interruzioni dell’eltettricità nella zona orientale e centrale del Paese.
 
PREFISSO TELEFONICO: +975; Non c'è copertura per i cellulari. La telefonia mobile è stata introdotta l'11 novembre 2003. La densità dei telefoni è del 15% nelle zone urbane e dell’1% nelle zone rurali.
 
MONETA: Ngultrum
 
PRINCIPALI AEROPORTI: Paro, aeroporto internazionale.
 
PRINCIPALI MANIFESTAZIONI: Tutte le festività bhutanesi si basano sul calendario buddista lunare e variano perciò di anno in anno. Sono per lo più eventi spirituali, attraverso cui guadagnarsi meriti per le vite successive ed esorcizzare gli spiriti maligni.
Le manifestazioni più famose e caratteristiche sono i “tsechu”, ovvero festival annuali dedicati al Guru Rinpoche, che offrono la possibilità di osservare danze in maschera e l’arte religiosa del Paese. Di solito essi hanno luogo in primavera o autunno, verso il 10 del mese, e durano in media tra tre e cinque  giorni. Per la popolazione bhutanese è molto importante poter assistere a queste danze mascherate, in modo da essere pronti, una volta morti, a riconoscere gli spiriti dell’altro mondo. La maggior parte delle danze risalgono a prima del Medioevo e possono parteciparvi attivamente solo i monaci e le persone anziane.
Tutte le province hanno i loro tsechu, svolti presso gli Dzongs e monasteri, ma i più belli sono quelli di Paro in primavera (inizio aprile) e di Thimphu in autunno (fine settembre). A Paro, l'ultimo giorno delle celebrazioni, che durano 5 giorni, si svolge la cerimonia dell'esposizione della Thangka Thongrol, di 400 anni, che viene trasportata fuori dallo dzong dai monaci e srotolata sulla parete di un tempio a tre piani. Il suo potere spirituale è tale che si ritiene che la sua semplice vista possa liberare coloro che la guardano dal ciclo delle successive reincarnazioni.
Altre due grandi feste sono i “dromchoes”, dedicati alle altre due più importanti divinità del Paese, ovvero Yeshe Gompo e Palden Lhamo.
I turisti sono ammessi ai tsechu negli Dzongs, ma non a quelli nei monasteri. Sono poi permesse le fotografie, sempre con discrezione però, durante gli tsechu, mentre sono vietate ai festival dromchoes.
 
IMPERDIBILE:
Thimphu, la capitale del Paese, sorge a 2250 m in una bella e boscosa valle sulla sponda del fiume Wang e affascina con le facciate colorate e decorate dei suoi edifici che le conferiscono un'impronta ancora medievale (una legge speciale, che rende obbligatorie le forme e i motivi dell'architettura tradizionale anche nelle nuove costruzioni, le conferisce una deliziosa armonia strutturale). della città è il Tashi Chho Dzong, monastero-fortezza, che domina l'orizzonte su una collina appena sopra la città, fu completamente restaurata negli anni '60 e attualmente ospita gli uffici del re, la stanza del trono e il Corpo dello Stato Monastico del Sommo Sacerdote. Da vedere anche il Memorial Chorten, costruito in memoria del terzo Re del Bhutan, che conserva numerosi dipinti e statue sacre; per molti rappresenta il centro della devozione quotidiana e durante il giorno vari pellegrini percorrono il suo perimetro offrendo uno spettacolo con i loro variopinti costumi.Interessante è il mercato del fine settimana. Poco distante, il Changlimithang Stadium è il campo di tiro con l'arco dove potete vedere gli atleti praticare lo sport nazionale del regno, completo di abiti tradizionali nazionali, comportamento pittoresco e rituali divertenti. Alcune istituzioni, come la Scuola Reale d'Arte, la Scuola di Pittura Tradizionale e l'Istituto di Medicina Tradizionale, offrono al visitatore un'immagine originale della cultura bhutanese. Nello zoo della città è infine possibile osservare i rari esemplari di Takin, gli animali nazionali del Bhutan. Thimphu è caratteristica per essere l’unica capitale al mondo senza semafori.
 
Paro (2300 m) si trova nel Bhutan occidentale dove sorgono i più grandi, vecchi e spettacolari dzongs (monasteri-fortezze) del Paese, in quanto patria della popolazione drupa. La città di Paro è situata nella fertile valle omonima ricca di bellissimi paesaggi naturali, villaggi pittoreschi ed edifici storici. Da vedere, per cercare di penetrare la cultura bhutanese, il locale Museo nazionale (Ta-Dzong) con la sua grande collezione di francobolli. L'edificio, situato sulla cima di una collina che domina la vallata di Paro e il suo fiume, un tempo era la Torre di Guardia del Rinchen Pong Dzong e fu convertito in Museo Nazionale nel 1968. Il Rinchen Pong Dzong del 1645 è una massiccia fortezza a cui si accede attraversando un ponte coperto, di legno, delimitato da 2 guardiole. Attualmente, lo Dzong accoglie la sede dell'Amministrazione di Paro, oltre ad una comunità monastica di circa 200 monaci. La torre centrale (Utse) è senz'altro il più bell'esempio di arte lignea del Bhutan. Nel cortile del monastero, in primavera, si assiste alla spettacolare processione di monaci e al festival di Paro, con l’antica danza delle maschere indossate dai monaci. La città in sé è molto semplice, con un’unica via principale con le abitazioni in legno coloratissime e pochi negozietti. A pochi chilometri vi è inoltre l’unico aeroporto del Bhutan.
Da Paro una bella escursione porta a Taktasang, monastero arroccato su un dirupo a 900 metri sopra il fondovalle, luogo di pellegrinaggio che tutti i bhutanesi visitano almeno una volta nella vita. Il nome del monastero significa ‘Tana della Tigre’ e fa riferimento a una leggenda secondo la quale Guru Rinpoche sarrebbe volato fin qui aggrappato al dorso di una tigre per allontanare i demoni e spiriti della zona. Il guru trascorse poi i tre mesi successivi in meditazione all’interno di una grotta.
 
Bumthang è il cuore spirituale del Paese e qui si trovano alcuni dei più antichi e rinomati luoghi sacri del buddhismo bhutanese. La bellezza delle sua valli è leggendaria. Bumthang comprende quattro vallate principali: nella più importante, Choskhor, si trovano gli 'dzong' ('monasteri-fortezze'), i templi e i palazzi principali. Jakar si trova ai piedi della valle di Choskhor ed è lo dzong più grande del Bhutan (la sua circonferenza misura più di 1500 m), risalente al 1549.
Più in là, lungo la valle di Choskhor, c'è il tempio di Jambay Lhakhang, costruito nel 659, che ospita una delle più spettacolari feste del regno, il Jambay Lhakhang Drup, in ottobre. Sempre nelle vicinanze, si trova il Kurjey Lhakhang, che prende il nome dall'impronta del corpo del Guru Rimpoche del 1652, che è conservata in una grotta all'interno del più antico dei tre edifici.
 
Laya, all'estremità nord-occidentale del Bhutan, è uno dei villaggi più alti del Bhutan: si trova infatti a 3700 m, sotto all'imponente vetta del Masagang. Qui vive una comunità conosciuta con il nome di Layap, costituita da circa 800 persone che parlano una loro lingua particolare. Le donne del villaggio colpiscono per la loro eleganza e indossano dei particolari cappelli conici in bambù con una punta in bambù fissata per mezzo di fasce decorate con perle. Indossano giacche di lana nera con finiture in argento e lunghe gonne di lana nera con delle strisce in colori naturali. Esse si agghindano con molti gioielli in argento, che spesso comprendono anche una serie di cucchiaini da caffè. Purtroppo, se non si dispone di un elicottero, l'unico modo per raggiungere Laya è andarci a piedi ed il passo Laya-Gasa fa parte dello Snowman Trek ('Sentiero dell'Uomo delle Nevi'), uno dei più difficili e faticosi sentieri del mondo.
 
La città di Trashigang, è un ottimo punto di partenza per visitare la selvaggia zona orientale. Pochi turisti arrivano fino qui, in quanto bisogna rinunciare alle comodità di Thimphu e Paro. È la zona più densamente popolata del Bhutan, ma è anche il retroterra vero e proprio del paese. Sulla strada che conduce allo dzong, il Gyeltshen Bar è aperto tutti i giorni; qui si può degustare la arra locale. Gli abitanti dei villaggi scendono in città in occasione delle festività religiose, ossia il 1°, il 10 e il 15 del mese bhutanese. Dopo aver venduto i loro prodotti, rimangono bloccati dalla arra e fanno il giro di tutti i bar, in classico stile bhutanese.

FORMALITÀ D'INGRESSO:
È necessario il passaporto, con validità residua di almeno sei mesi e comunque sempre oltre la scadenza del soggiorno in Bhutan. Il visto costa 20 dollari USA, mentre di 7 dollari USA è la tassa d’imbarco per uscire dal Paese. Inoltre è stata introdotta una tassa di 25 dollari per assistere alle festività religiose. Il visto verrà applicato sul passaporto all’arrivo in Bhutan, necessarie 2 foto-tessera, il passaporto, il pagamento di US$20 in loco. www.viaggiaresicuri.it

SALUTE:
Vaccinazioni obbligatorie: nessuna.
Non si registrano malattie endemiche.
È consigliabile consultare il proprio medico per un vaccino contro il tifo, contro l'Epatite A e B; opportuno anche un richiamo antipolio in quanto la poliomielite è ancora presente nel Paese. Non c'è rischio malarico a Paro e Thimphu.
Si consiglia di portare con sè i medicinali d'uso comune e informarsi con il proprio medico, prima della partenza, quali medicinali possono essere utili in viaggio.
Per quanto riguarda il sistema sanitario, negli ultimi anni il Bhutan ha fatto passi da gigante. Circa il 90% della popolazione ha accesso ai servizi sanitari primari, che sono forniti gratuitamente dallo Stato, ed il 78% della popolazione ha accesso ad acqua potabile sicura. L’ultimo decennio ha visto grandi miglioramenti poi nei tassi di mortalità. www.viaggiaresicuri.it

CUCINA:
La cucina bhutanese è una cucina salutare e ricca: si basa soprattutto sulla carne, pollame, riso rosso (leggermente simile alla noce) e bianco, e ancora verdure, formaggi, orzo e grano (l’alimento principale alle altitudini elevate). Il grasso di maiale è poi molto diffuso nelle zone selvagge a causa del suo contenuto energetico; i turisti lo trovano però pressoché immangiabile poiché in genere è stantio.
Tra i piatti tipici, ritroviamo, Ema datse: ricco piatto tradizionale a base di peperoncini verdi molto piccanti, guarniti in una salsa di formaggio, Phak sha laphu: maiale stufato con rafano, Suja: thè tibetano con burro e sale che si offre in ogni occasione, Chang: birra locale, Arra: liquore distillato dal riso, Doma: noce di betel, offerta come  gesto di saluto e usata come digestivo (da masticare). Nel Paese sono poi diffusi molti piatti tipici tibetani, tra cui i 'momo' (gnocchetti di carne o formaggio al vapore, serviti con carne o verdura e il 'thukpa' (tagliolini fritti o in brodo).
I liquori sono facilmente reperibili in qualsiasi bar, con l’eccezione del Martedì (dry day). I ristoranti servono il tradizionale cibo bhutanese, in stile buffet di solito, adattato al gusto occidentale e quindi con una riduzione delle spezie normalmente usate. E’ importante tenere presente però che molta della carne utilizzata proviene dall'India e viaggia spesso in camion privi di impianto di refrigerazione, per cui è consigliata molta prudenza.
 
CURIOSITÀ:

  • Non è permesso nessun viaggio indipendente in Bhutan: tour di gruppo o individuali devono essere organizzati, con guida o facenti parte di un pacchetto.

 

  • Le autorità del luogo vietano severamente l’esportazione di qualsiasi reliquia, religiosa e non, che sia più antica di 100 anni. Tutto ciò che il turista porta con sé viene registrato alla dogana e controllato alla sua partenza dal Paese.

 

  • La vendita di prodotti di tabacco è proibita. In tutto il Bhutan è in vigore una legge antifumo per cui è vietato fumare ovunque tranne che a casa propria. Nel testo di tale legge risulta che ogni turista può portare con sé una stecca di sigarette per uso personale, con divieto assoluto di venderla. In realtà alla dogana viene fatta pagare al viaggiatore una tassa di 28 dollari a stecca.

 

  • Gli dzong, edifici simili ai castelli, con ampi cortili e meravigliose sale, sono fra gli esempi più belli dell’architettura bhutanese. Gli dzong ospitano grandi monasteri e sono collocati in posizioni dominanti in cima alle colline o alla confluenza di fiumi; di solito sono anche i centri amministrativi dei distretti di appartenenza. Gli edifici più comuni in Bhutan sono però i chorten o stupa, piccoli templi costruiti per ospitare reliquie sacre.

 

  • In Bhutan si trovano prodotti artigianali di alto livello. Tra i prodotti tipici ci sono i thangka (dipinti buddisti eseguiti su tela, montati su uno sfondo di broccato e appesi a un bastone cucito in cima), yatra (pezzi di lana cuciti insieme per la produzione di maglioni, sciarpe e coperte), statue di ottone, oggetti rituali buddisti come campanelle, cembali e trombe, oggetti di bambù, tappeti bhutanesi e tibetani e infine le varie bandiere del Bhutan.

 

  • Nel Paese è ricercata la “Gross National Happiness”, la Felicità Nazionale Lorda che è ritenuta dal re di gran lunga più importante del Prodotto Interno Lordo; non si deve perciò raggiungere la crescita economica a spese di una peggior qualità di vita.

 

  • L'uomo e la donna hanno gli stessi diritti e i costumi sessuali sono liberi. In pratica ognuno può vivere come crede e non è necessario sposarsi. In casa il marito e i figli aiutano la donna a cucinare e a fare i lavori domestici e tutti danno il loro contributo. I bambini sono molto amati ed è considerato positivo averne anche più di 10.

 

  • I bhutanesi hanno di solito due nomi, ma il secondo non è il nome di famiglia (cognome), come negli altri paesi. Sono perciò nomi interscambiabili e senza genere.

 

  • Nella cultura bhutanese viene considerato sacrilego spezzare qualsiasi forma di vita. La carne viene mangiata, ma la popolazione ritiene moralmente più accettabile importare dall’estero questi prodotti.

 

  • Nelle case e negli edifici pubblici è molto diffuso il dipinto rappresentante “I quattro amici”, il pavone, la scimmia, il coniglio e l’elefante, sotto un’abbondante albero di frutta. Secondo una storia Bhutanese, il pavone trova un seme e lo pianta, il coniglio lo innaffia e la scimmia lo fertilizza. Quando la pianta inizia a crescere, l’elefante la protegge. Una volta che la pianta è matura, i suoi frutti sono però così in alto da non poter essere presi da nessuno dei quattro amici. Solo unendo le loro forze e salendo l’uno sull’altro gli animali possono raggiungere i frutti. Il dipinto rappresenta dunque l’ideale di armonia con la natura e l’importanza della cooperazione per il benessere sociale.

COMPORTAMENTI:
Attenetevi alle normali regole di cortesia e decoro vigenti in Asia:

  • rispettate religione e monarchia,

 

  • non scambiatevi effusioni in luoghi pubblici,

 

  • non indicate con il dito divinità e oggetti religiosi,

 

  • toglietevi le scarpe prima di entrare in un monastero o in una casa,

 

  • se sedete a terra inginocchiatevi o incrociate le gambe,

 

  • evitate pantaloncini o magliette senza maniche (sia uomini che donne),

 

  • discrezione nel fare fotografie durante i festival ed evitate di farle all’interno dei templi, in quanto è vietato.

Si consiglia di portare un ampio assortimento di capi, comprese mantelle impermeabili e abiti caldi per la sera, scarponi e scarpe da trekking, cappello, occhiali,crema da sole e per labbra, ma anche qualche capo più elegante e formale nel caso, non raro, vogliate partecipare a qualche festa o abbiate contatti con qualche funzionario. Ricordate infine che in Bhutan non è possibile noleggiare equipaggiamento sportivo e non si trova disponibilità di capi di abbigliamento o di oggetti particolari.

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