Venezia e l’Egitto

Quasi due millenni di rapporti saranno illustrati nella mostra allestita nella spettacolare Sala dello Scrutinio di Palazzo Ducale, cuore e simbolo della Serenissima, dal 1 ottobre 2011 al 21 gennaio 2012. Dai ritrovamenti archeologici che documentano relazioni in età classica, fino all’apertura del canale di Suez, un’iniziativa proposta dal governo marciano già nel primo ‘500 e realizzata solo nel 1869 su progetto dell’ingegnere trentino Negrelli, all’epoca capo delle ferrovie del Lombardo-Veneto. Nel mezzo figure ed eventi, lungo il filo della storia, ancora non del tutto dipanato. Dal trafugamento del corpo di San Marco ad Alessandria nell’828, alle avventure ottocentesche di esploratori come Giambattista Belzoni, uno dei padri dell’archeologia italiana. Dalle peripezie di mercanti e diplomatici all’inseguimento di merci, tesori e terre, alle curiosità di umanisti e scienziati alle prese con i misteri dei geroglifici, delle piramidi e dell’antica scienza dei faraoni. Il tutto accompagnato da reperti preziosi, testi inediti e da opere d’arte che mostrano come i grandi Maestri veneziani – da Giorgione a Tiziano, da Tintoretto a Tiepolo, da Amigoni a Strozzi, da Piranesi a Caffi – immaginarono l’Egitto. Un evento interessante, in un contesto attuale in evoluzione dopo la “primavera araba” e preparatorio di una ripresa del turismo verso un paese che conquistò con il suo fascino prima Roma e poi nel tempo fatalmente, l'intero occidente. Proprio come Cleopatra sedusse prima Cesare e poi Marco Antonio.

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