Russia da (ri)scoprire

Già scendendo dall’aereo il gusto dell’aria a Mosca è diverso. Ha un aroma di grande e di industria pesante: che si arrivi in uno dei 5 aeroporti cittadini o in quello più periferico di Domodedovo non cambia nulla. In quest’ultimo lo splendore dei marmi e lo scintillio dei cristalli suscita senz’altro ammirazione, e se lo sguardo severo degli incaricati al controllo passaporti un po’ intimidisce, i confortanti negozi dalle merci preziose ben disposte tranquillizzano e accolgono l’avventuroso viaggiatore. Alzando gli occhi un alfabeto esotico fa bella posta in colorati manifesti pubblicitari ed è un piacere notare che le indicazioni di servizio hanno anche la traduzione inglese in caratteri latini. Ma siamo solo all’inizio, la vera sorpresa è sulla strada: chi pensa di trovare fumose Trabant e opache Zhiguli rimane deluso; le grandi strade russe sono popolate di Suv e auto di grossa cilindrata che solo per brevi tratti sono lanciate a velocità sostenuta: per la maggior parte del tempo procedono a passo lento in disordinate file rumorose. Sembra che i 10 milioni di abitanti di Mosca siano sempre in auto o salgano in metro proprio quando ci siete anche voi: sempre tutti a passo spedito. Ma dove si trova un po’ di tranquillità? Semplice, nella dača, la casa di campagna fuori città. A Mosca il tempo corre veloce, vecchi grigi quartieri post sovietici lasciano il posto a grandi alberghi, centri commerciali, zone residenziali. I giovani moscoviti con abiti eleganti affollano i locali di tendenza discutendo di finanza, strategie di mercato e sorseggiando un drink analcolico si stupiscono che nell’immaginario popolare l’uomo russo sia associato alla bottiglia di vodka. I tempi cambiano, la Russia è cambiata è un nuovo mondo da scoprire, un passato glorioso, un futuro veloce.

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