Ritorno in Giordania

Già molti anni fa mi trovai a far scalo all'aeroporto di Amman e rimasi sorpresa dalla pulizia e dall'ordine che vi regnavano. Abituata a viaggiare in Medio Oriente, i confronti erano inevitabili e il terminal giordano conquistava tutta la mia ammirazione. Oggi, a distanza di qualche decennio, posso senz'altro confermare che queste caratteristiche positive sono riscontrabili ovunque in Giordania: alberghi e ristoranti, strade e negozi, tutto pulito ed ordinato: un valore aggiunto di una destinazione che con un' efficiente organizzazione turistica ha saputo non farsi tentare dalla massificazione. Nonostante una crescita della domanda, ora rallentata solo dalla Primavera Araba, ha mantenuto una propria identità, garantendo una diversificazione dell'offerta con il risultato di offrire generose opportunità di viaggio. Questo lembo di terra, relativamente piccolo, si può percorrere da nord a sud attraverso la “Strada dei Re” (The King's Highway). Tracciato di antiche origini, citato dalla Bibbia, è il migliore dalla capitale fino a Aqaba e lungo il quale si svelano le maggiori motivazioni per un viaggio in Giordania: ammirare e sentire una varietà naturalistica e culturale straordinaria. Dalla depressione del Mar Morto, certo uno tra i luoghi più singolari della terra, alle montagne rigogliose del nord, dalla fertile valle del Giordano al deserto rosso del Wadi Rum, dalle montagne lunari, vera colonna vertebrale del territorio, fino al mare blu intenso del Golfo di Aqaba: gli scenari di sicuro non mancano, ma è la gente che rende l'atmosfera rilassata e coinvolgente. Probabilmente è perché la popolazione si è sempre confrontata con situazioni diverse che oramai possa vantare una conclamata storia di accoglienza e di partecipazione; è l'unico stato che abbia riconosciuto ai rifugiati palestinesi diritti politici e civili assolutamente eguali a quelli dei già residenti. E' un paese ospitale e disponibile, dove si può benissimo viaggiare in autonomia e dove è semplice anche trovare significative convenienze, magari aggregandosi a viaggi organizzati proprio per ottimizzare tempi e costi. Soprattutto il livello delle guide è buono ed il loro contributo esalta le bellezze custodite nel regno. Icone assolute del piccolo scrigno sono Petra, alla soglia del bicentenario della sua scoperta avvenuta nel 1812 da parte di un viaggiatore anglo-svizzero, e Beida, la Piccola Petra, gemma ancor più preziosa. Questi tesori sono esaltati dalla loro contestualizzazione in un paesaggio quasi lunare; tra montagne e deserto, la luce crea giochi d' ombre correndo lungo una stretta gola dove i segni evidenti del tempo che scorre sono ora le rughe della saggezza della storia. Sempre la natura è protagonista nel Wadi Rum, dove la comunità beduina gestisce la riserva, un'area di sabbia dorata disseminata di opere d'arte plasmate dagli agenti atmosferici. Una nota merita Aqaba che ci riporta subito nel tempo presente; nell'ultima decina d'anni si è trasformata in una moderna cittadina balneare. Non potrà mancare la meraviglia delle acque del Mar Morto per completare l'itinerario ideale del viaggiatore più esigente. Anche per la Giordania varrà il pensiero di Disraeli: I have seen more than I remember, and remember more than I have seen.

 

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