Libano un nuovo fiore

"La tempesta è capace di disperdere i fiori ma non è in grado di danneggiare i semi" scrisse il poeta libanese Kahlil Gibran, così l'inquieto passato del Libano ha solo brevemente velato la vivacità e il dinamismo che lo contraddistingueva in attesa della rosea fioritura.
Beirut è tornata ad essere una città palpitante di vita e fascino. Di grande spessore è l’offerta culturale che la città propone: musei, università, gallerie d’arte, centri culturali e festival di cinema, musica e arte ne amplificano il fascino, a prescindere dai propri interessi e dal periodo in cui la si visita, poichè la sua vitalità si protrae per dodici mesi all’anno. Riappropriandosi così del passato appellativo di “Parigi d'Oriente”, è tornata ad essere la capitale della moda, della spensieratezza, del divertimento.
Recenti scoperte hanno portato alla luce una necropoli, al cui interno sono stati rinvenuti  sarcofagi e altri oggetti in ceramica, risalenti al periodo romano e bizantino, ritrovati in un'area archeologica nei pressi dell'antica città di Tiro. L'antica Tiro fondata dai Fenici nel III sec. a.C., era nota per le tinture color rosso, la porpora, e la lavorazione del vetro. Oltre a  Tiro, il Libano offre moltissimi siti archeologici testimoni del glorioso passato. Byblos, città eterna, ininterrottamente abitata da sette mila anni. Proprio qui si sviluppò l'alfabeto lineare, precursore dei moderni alfabeti. Baalbek, l'antica Heliopolis, il cui nome, significa "Città di Baal", deriva dall'antica associazione della città al culto di Baal, locale divinità solare che gli antichi greci identificarono con il dio Sole, Helios. Un tempo città ricca e sontuosa,  ha conservato imponenti rovine dei templi antichi. Tra questi, il grande tempio del sole, di Giove, di Bacco e il piccolo tempio di Venere. Anjar, eccezionale testimonianza di urbanistica omayyade, è stata inserita assieme a Byblos e Baalbek tra i Patrimoni mondiali dell'Unesco nel 1984. Il Libano è un museo a cielo aperto che in un territorio poco più grande del Lazio racchiude infinite piccole perle archeologiche e naturalistiche.
Archeologia, mondanità e una prelibata cucina oggi accolgono calorosamente curiosi e visitatori in un Paese che aspetta solo di essere riscoperto.

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